I coloranti vengono usati
largamente nell'industria alimentare per rendere più "appetibili"
i prodotti che il consumatore acquista. Inoltre non è da sottovalutare
la possibilità d'impiego per mascherare una scarsa qualità del
prodotto stesso.
Il consumatore è stato abituato ad acquistare
prodotti colorati, come se il colore fosse segno di genuinità
e bontà. Un'aranciata con un colore troppo tenue potrebbe far
pensare che contenga poche arance e tanta acqua; con il colorante
il prodotto viene manipolato ed il colore ottimizzato. La qualità
rimane scarsa, il consumatore vede un prodotto di bell'aspetto
associando l'aspetto alla qualità del prodotto stesso.
L'industria alimentare utilizza largamente
i coloranti in moltissimi prodotti anche se si deve ricordare
che l'impiego dei coloranti non è consentito in alcuni alimenti
quali il latte, la panna, gli oli, la farina, la pasta, i pelati,
nelle passate eccetera.
I coloranti impiegati come additivi
alimentari sono classificati con le sigle che vanno da E100
fino a E199 e sono divisi in gruppi di 10. Si comincia con il
giallo (da E100 a E109) seguendo con l'arancione (da E110 a
E119) e così via. Vedi la tabella degli
additivi.