il 28 luglio
2001 a pagina 16 Il Giornale pubblica un articolo di Alessandro
Di Pietro:
ATTENTI
AI COSMETICI ALIMENTARI
Come Bio Comanda La maggior pane dei prodotti
alimentari industriali che consumiamo quotidianamente contiene
uno o più additivi. in alcuni casi gli additivi sono necessari
ma molto spesso sono utilizzati per mascherare l'assenza di alcuni
ingredienti o l'uso di materie prime di scarsa qualità.
Anche se non tutti sono dannosi per la nostra salute è
sempre meglio evitarli. Come? Leggendo l'etichetta e scegliendo
i prodotti che ne contengono meno.
Alcuni additivi sono impiegati come conservanti e antiossidanti
per gli alimenti; altri sono utilizzati per esaltare particolari
caratteristiche dei prodotti come il colore, il sapore, l'odore
e la consistenza e quindi non sono altro che cosmetici alimentari.
La presenza di additivi in un prodotto deve essere dichiarata
in etichetta. Queste sostanze sono dassificate per categorie,
in funzione del loro uso (coloranti, conservanti e così
via) e hanno un codice composto dalla lettera E (in Europa) seguita
da 304 numeri, uguale pertutti i Paesi dell'Unione europea. L'uso
degli additivi è regolato da una legge la quale dispone
che le sostanze usate come additivi non devono comportare rischi
per la salute; possono essere utilizzati solo se tecnicamente
indispensabili, cioè quando non ci sono alternative; non
possono essere aggiunti additivi agli alimenti per mascherare
difetti di qualità e illudere il consumatore sulla natura
e sulla composizione reale dei prodotto. La legge, come sempre,
esprime ottime intenzioni, ma nella pratica attuativa se ne vedono,
non a caso, di tutti i colori... Infatti qualcuno ci spiega per
quale ragione tecnica viene giustificato l'uso dei coloranti;
oppure degli esaltatori di sapore che non hanno altro scopo che
illudere i consumatori sulla reale natura di ciò che stanno
mettendo sotto i denti? Qualche esempio: l'assenza di limiti
quantitativi per il sorbitolo, quando è noto che più
di 20 grammi al giorno possono scatenare la diarrea; l'autorizzazione
all'uso del fosfato di sodio e potassio per il latte Uht, per
il quale in precedenza non era consentita alcuna aggiunta di
sostanze chimiche. E' ormai evidente che queste sostanze, nella
maggior parte dei casi, sono utilizzate dai produttori per coprire
carenze delle materie prime e per allungare a dismisura la vita
commerciale dei prodotti, a scapito di freschezza e qualità
nutrizionale. Altro problerna: l'etichettatura. Alcuni prodotti,
come il vino, disattendono la legge con un escamotage che permette
loro di non riportare in etichetta la presenza di conservanti.
Non possiamo accettare questo silenzio, il consumatore deve sempre
poter conoscere la composizione di un alimento, anche per poter
fare i conti con la possibilità di reazioni allergiche.
Gli additivi sono sempre contassegnati e preceduti dal nome della
loro "famiglia" (ad esempio, cnnservanti...) e sono
solitamente in fondo alla lista degli ingredienti. Leggete quindi
le etichette e scegliete sistematicamente i prodotti che ne contengono
meno. Se l'assenza di addìtivi fosse il criterio di scelta
principale dei prodotti alimentari, le aziende comincerebbero
a bandirli dalle loro ricette. Evitate i prodotti dai colori
troppo accesi, che rivelano la presenza di qualche colorante.
Il mio
parere:
L'articolo vuole "cavalcare" il tema degli additivi
alimentari con spunti interessanti, ma si limita ad essere un
articolo di richiamo. Il riferimento al vino e al latte è
forte, ma si limita ad essere un riferimento, un detto fra le
righe e basta. Non si va oltre. Si termina con un invito ad evitare
gli alimenti con i colori troppo accesi, come se i colori accesi
fossero l'indicazione dell'impiego dei coloranti.
Ritengo che si debba sempre saper dare il giusto peso alle cose:
i coloranti sono quasi sempre inutili ed evitarli è una
cosa giusta, ma non ci si deve focalizzare su di essi e scordare
che vengono largamente impiegati conservanti, addensanti, emulsionanti,
esaltatori di sapidità, antiossidanti ecc.
Inoltre è bene sapere che a volte nelle etichette l'assenza
di E seguita dai fatidici 3 numeri non vuol dire che non siano
usati additivi. A volte viene indicato il nome dell'additivo
e non la sigla.
Ho cercato più volte di contattare il sig. Di Pietro,
ma senza ottenere nessuna risposta.