FULMINE E MATTEO
di Beatrice M. (Cl. 4^)

In una calda giornata d'estate Matteo, un giovane ragazzo, si è smarrito nel punto più fitto del bosco. Cammina e cammina, questi scorge in lontananza una casa diroccata con annessa una piccola stalla, da cui si sentono dei nitriti.
Più Matteo si avvicina e più i nitriti si fanno sentire, ma ad un certo punto cessano.
Matteo, che già ha intuito che si tratta di un cavallo, teme che l'animale abbia avvertito la sua presenza e si sia spaventato.
Matteo sa bene che i cavalli spaventati sono molto aggressivi ma soprattutto pericolosi e quindi si avvicina con cautela.
Ma ora che è arrivato all'ingresso della stalla, Matteo vede che il cavallo non è affatto spaventato, ma pare invece che lo inviti a cavalcarlo, così, un po' insicuro, gli sale in groppa.
Il cavallo parte al galoppo e come un fulmine attraversa tutto il bosco e riporta Matteo a casa sua, dove la mamma, non vedendolo più tornare, si era preoccupata moltissimo.
Matteo, racconta in breve alla mamma quello che gli è successo e dopo i dovuti chiarimenti, chiede se possono tenere il cavallo.
La mamma risponde di sì.
Matteo adesso ha un cavallo a cui ha dato il nome Fulmine, perché gli ricorda la lunga corsa che ha fatto velocissimo per riportarlo a casa.

 

 

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