MARIA E LA SIRENETTA
di Beatrice M. (Cl. 4^)

Esistono bambini e ragazzi che credono nei racconti, favole, miti e leggende.
Maria non faceva parte di questo gruppo. Ha nove anni e un tempo non credeva nell'esistenza delle sirene perché pensava che fossero frutto della fantasia e giudicava bugiardo chi raccontava di averne vista una.
Maria abita in una casa vicino al mare. I suoi genitori sono molto ricchi e possiedono due barche ed un sottomarino, con il quale può vedere tutto ciò che c'è negli abissi.
Il suo papà guida personalmente il sommergibile e spesso la porta con sé. Lei osserva i pesci che nuotano tranquilli a fianco del grande mezzo subacqueo, forse perché pensano si tratti di una grossa innocua balena. Le grandi barriere coralline fanno da sfondo al paesaggio e lei si sente sicura e felice.
Un brutto giorno però, durante un'immersione, il sommergibile si incastrò in una rete di pescatori e non ci fu verso di liberarlo. Maria e il suo papà si disperarono, pensando che non sarebbero mai riusciti a risalire in superficie. Ad un certo punto Maria si mise a piangere e grosse lacrime scesero a rigare il sul bel volto, quindi, quando guardò fuori dall'oblò, pensò di avere un problema alla vista: un grosso pesce si agitava e, un colpo a destra e uno a sinistra, liberò il sottomarino. Ma la cosa straordinaria fu che il pesce era per metà umano e dalla sua testa fluttuavano lunghi splendidi capelli rossi: si trattava proprio di una Sirena!
Il sottomarino, ormai libero, ritornò a galla in pochissimo tempo. Maria avrebbe voluto ringraziare la strana creatura, ma questa si allontanò nuotando beatamente nell'acqua che rifletteva come uno specchio il sole al tramonto.
Da allora Maria non considera più bugiardo chi racconta strane storie, perché lei stessa ha vissuto un'avventura incredibile.

 

 

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