IL TAPPETO CHE NON VOLEVA ESSERE CALPESTATO
di Alessio S. (Cl. 5^)

C'era una volta un tappeto bellissimo, grande e robusto.
Era orlato di filetti e decorato lungo i bordi di oro.
Al centro era dipinto con seta morbidissima e lucida. Aveva disegni di stoffa con varie tonalità.
Insomma: era bellissimo.
Ce l'aveva un venditore di tappeti; era messo là, in prima fila, ammirato da tutti.
Era così abituato a starsene là che non sopportava l'idea che qualcuno lo avesse sporcato salendoci sopra con le scarpe.
Un giorno, però, venne un signore ricco, che voleva questo tappeto (il tappeto si chiamava Arcibaldo).
- Anche se è ricco - disse Arcibaldo - non comprerà me.
E invece, chiese al negoziante:
- Ho adocchiato quel bellissimo tappeto! Lo compro! -
Lo comprò, ma Arcibaldo credette che fosse uno scherzo, e invece lo appoggiò sul pavimento dell'entrata.
Poi cominciò a saltarci sopra, per vedere se era morbido.
- Ahi! Ohi! - disse Arcibaldo.
Presto la seta si rovinò, l'oro si sporcò, e i filetti si spezzarono.
Non poteva continuare così.
Era ridotto a uno straccio.
Però venne un signore, il signor Arancino, e arrivò proprio quando il signore ricchissimo decise di buttare via Arcibaldo.
Invece, il signor Arancino comprò Arcibaldo e lo rimise a nuovo.
Lui era un collezionista di tappeti.
Vissero molto felici e Arancino era felice di avere Arcibaldo nella sua collezione.

 

 

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