Solo qualcuno di noi ricordava di aver pigiato i grappoli d'uva con le proprie manine quand'era alla scuola materna. Per questo, quando Paola, la mamma di una nostra compagna di classe, si è offerta di portarci una bella cassetta di uva nera, noi abbiamo colto l'occasione di fare l'esperienza di "fare il vino".

Con mani pulite e maniche fino al gomito, uno dopo l'altro ci siamo divertiti a schiacciare gli acini in un barattolo di vetro, abbastanza grande per poterci entrare con le mani.

 

 

Non lo abbiamo riempito fino all'orlo perché l’insegnante ci aveva detto che doveva "fermentare" e perciò sarebbe fuoriuscito dal vaso. Quando abbiamo finito abbiamo messo un segno sul vetro per poter verificare quanto cresceva. Al mattino quando entravamo in in classe sentivamo un odore aspro di vino. Dopo 4-5 giorni il mosto era pronto per essere assaggiato: tutti volevamo essere i primi. Il mosto era dolce: qualcuno voleva fare il bis, qualcun altro storceva la bocca. A parte i gusti di noi bambini, il vino era buono e l'esperimento era riuscito.

 

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