L'anno giuliano era 11 minuti e 14 secondi
più lungo dell'anno solare. Questa differenza, accumulatasi
nei secoli, fece sì che nel 1582 l'equinozio di primavera
fosse in anticipo di dieci giorni rispetto al calendario e che
le feste religiose non cadessero nella stagione appropriata.
Per correggere l'errore il papa Gregorio XIII tolse per decreto
dieci giorni dal calendario e per evitare futuri sfasamenti istituì
un calendario in cui si stabilì che fossero bisestili
gli anni divisibili per quattro a eccezione di quelli centenari
non multipli di 400. Così il 1600 fu un anno bisestile,
ma il 1700 e il 1800 furono anni comuni.
Il calendario gregoriano fu gradatamente adottato in tutta Europa
e oggi è diffuso nella maggior parte del mondo occidentale
e in alcune parti dell'Asia. Fu introdotto nel 1752 in Inghilterra,
nel 1918 nella neocostituita Unione Sovietica e, nel 1923, in
Grecia.
Il calendario gregoriano, detto anche anno cristiano, assume
come anno zero quello della nascita di Gesù Cristo, cosicché
le date dell'era cristiana sono accompagnate dalla sigla a.D.
(anno Domini, "nell'anno
del Signore") o d.C.
(dopo Cristo), e a.C. (avanti
Cristo).
Poiché il calendario gregoriano prevede mesi di durata
variabile, da un anno all'altro varia il giorno della settimana
corrispondente a una data fissata, nonché il giorno corrispondente
alla Pasqua o all'inizio dell'anno.
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